Bandiere in Italia

Bandiere di Comuni, Comunità, Province e Regioni pubblicate su «Vexilla Italica»


(cortesia di Francesco Raunisi)
Il territorio italiano è amministrativamente suddiviso in 20 regioni, ovvero in 110 province, ovvero in oltre 8000 comuni, secondo l’art. 114 della Costituzione repubblicana. Tutte le regioni e le province e la stragrande maggioranza dei comuni, posseggono uno stemma e un gonfalone. Tali simboli sono scelti dalle amministrazioni locali ma, qualora sia richiesta la concessione ufficiale, sono soggetti, ad eccezione di quelli delle regioni a statuto ordinario (15 su 20), all’approvazione dello Stato in conformità alle disposizioni di legge che regolano la forma e il disegno dei simboli araldici.

Lo stesso vale per le bandiere. Solo una minoranza delle province e dei comuni ne possiede una e, per lo più, sono approvate e rese ufficiali per delibera dalle giunte e, anzi, in molti casi non sono nemmeno deliberate, essendo il loro uso radicato nelle tradizioni locali. Ciò comporta che spesso forma e disegno sono descritti in modo approssimato con la conseguente presenza di versioni differenti della stessa bandiera. Tuttavia si registra una tendenza crescente a richiedere la concessione (o il riconoscimento) ufficiale anche della bandiera civica.

Tutte le regioni hanno la bandiera, anche se in alcuni casi l'impiego è limitato .Nel 1995, in occasione del 4 novembre, l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro volle che le regioni esponessero i loro vessilli in un’apposita sala del Quirinale, ove ancora si trovano. La decisione trovò molte amministrazioni impreparate, le quali dovettero improvvisare la bandiera mutuandola dal gonfalone, con risultati non sempre brillanti. Dopo il 1995 alcune regioni hanno modificato il disegno del drappo.

Bandiere più o meno riconosciute sono alzate anche da altri soggetti e comunità locali (isole, vallate, subregioni, comunità montane, minoranze etniche e linguistiche).

In queste pagine sono riportate in ordine alfabetico le bandiere di regioni, province e comuni, con l’aggiunta di quelle di alcune comunità locali, pubblicate principalmente su «Vexilla Italica» (spesso in bianco-nero o solo descritte), ma anche su «Vexilla Notizie», nonché segnalate sulla mailing list «Vessillologia» (non più in rete). Ci si è limitati al solo disegno a colori; per la storia, la simbologia, le date si rimanda al relativo riferimento bibliografico.

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